Archive for Arte e Cultura

Corsi di formazione professionali per il diploma

Ricercare il primo lavoro o cambiare quello che già si ha può non essere semplice se non si dispone di un grado scolastico di studi o di una qualifica adatta all’obiettivo che si vuole raggiungere. È necessario quindi rivolgersi ad un’azienda che sappia aiutare in diverse materie di studio, indirizzando verso il corso di formazione professionale che più si addice e che sia flessibile negli orari:
con i corsi di formazione professionale di scuole-corsi-diplomi.it questo è possibile, perché autorizza la non frequentazione in aula per i lavoratori, e ammette una flessibilità di orario per i frequentatori.
Dei corsi di formazione professionali disponibili c’è vasta scelta, dai più richiesti come Dirigente di Comunità, fino al classico Geometra, senza dimenticare i corsi di formazione innovativi per cui c’è più domanda, come il corso di graphic designer, mondo professionale in continuo movimento e che è sempre più alla ricerca di figure competenti e con abilitazioni professionali.

Rivive la storia con “Monteriggioni di Torri si corona”

A Luglio in Toscana rivive ogni anno il Medio Evo con “Monteriggioni di torri si corona”, la festa medievale di Monteriggioni, il celebre borgo fortificato situato in provincia di Siena le cui singolari torri furono addirittura paragonate da Dante ai giganti Membrot, Fialte ed Antre imprigionati nei cerchi più profondi dell’inferno.

Il nome della festa medievale “Monteriggioni di Torri si corona”, deriva infatti da un verso del 31° Canto dell’Inferno dove Dante Alighieri canta:

“però che, come in su la cerchia tonda Monteriggion di torri si corona, così la proda che ‘l pozzo circonda torregiavan di mezza la persona li orribili giganti, cui minaccia Giove del cielo ancora quando tona” .

La manifestazione si distingue ogni anno per la ricchezza di eventi , per gli intrattenimenti storici di alto spessore culturale, e per gli spettacoli di musica e recitazione che rappresentano un appuntamento da non perdere per tutti coloro che abitano nei dintorni del borgo, ma anche per i molti turisti residenti negli hotel vicino Monteriggioni e i visitatori di passaggio che rimangono incantati e piacevolmente impressionati da come sia possibile far rivivere il Medio Evo con tanta precisione nel 2010.

Nel corso della festa vengono ricostruite scene di vita quotidiana dell’epoca, sono organizzati intrattenimenti basati sulla fedele ricostruzione di tecniche militari medievali, e vengono fatti conoscere i mestieri e le attività che regolavano l’attività sociale del Medio Evo, un periodo storico molto distante nel tempo che però a Monteriggioni non sembra mai essere passato.

“Monteriggioni di Torri si corona” è un’occasione di svago unica e singolare per tutti coloro che stanno facendo una vacanza nei pressi di Siena, perché partecipare alla festa medievale equivale ad essere catapultati dalle comodità del proprio albergo in Toscana in una dimensione temporale ed umana completamente diversa, lontana secoli e secoli da oggi, e quindi è come fare un viaggio nella macchina del tempo alla scoperta delle atmosfere, dei colori e dei suoni che animavano la vita di tanti e tanti anni fa.

La festa medievale naturalmente vede anche la partecipazione di giullari, artisti di strada, saltimbanchi, cavalieri e altre figure tipiche dell’epoca per una riproduzione fedele fin nei minimi particolari della vita nel Medio Evo, periodo del quale il paese di Monteriggioni è da sempre il sommo depositario.

Pinocchio al Sistina di Roma

Il Musical di Pinocchio calca il palcoscenico del tetaro Sistina di Roma (dal 4 al 23 Maggio 2010). Diretto da Saverio Marconi e con le musiche scritte da Dodi Battaglia, Red Canzian e Robi Facchinetti, il Musical ha conquistato pubblico e critica fin dagli esordi (2003). Le scenografie, i costumi, le luci ed i balletti si contraddistinguono per uno stile Broadway, chiave di volta del suo enorme successo nazionale. Ora si prepara perfino ad approdare a Seoul.

Info Biglietti:06.4200711

E se siete turisti alla ricerca di una sistemazione si consigliano appartamenti vacanze Roma e b&b Roma.

Caravaggio e la fuga

A Genova la mostra della pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj

In occasione della riapertura degli interni restaurati e dei giardini di Villa del Principe, la Società Arti Doria Pamphilj è lieta di presentare la grande mostra “Caravaggio e la fuga. La pittura di paesaggio nelle Ville Doria Pamphilj”. Circa ottanta opere, di cui molte inedite, che documentano il mecenatismo della celebre dinastia genovese-romana, caratterizzato dalla costruzione e allestimento di magnifiche ville extraurbane, divenute oggi monumenti nazionali: l’antica villa marittima di Pegli a Genova, la famosa villa al Gianicolo detta del Bel Respiro, i casini d’Anzio e Nettuno, la villa fluviale a Trastevere conosciuta come Ripa Grande, quella dei Castelli romani ad Albano.

 

I quadri esposti in mostra sono quindi elaborati cicli pittorici commissionati per ornare queste splendide ville e costituiscono una tra le più straordinarie collezioni di paesaggi al mondo, comprendente opere di Momper, Bril, Grimaldi, Anesi, Swanevelt, Van Bloemen e molti altri maestri.

Ad introdurre le opere presenti, il celeberrimo capolavoro giovanile di Caravaggio, Riposo durante la Fuga in Egitto, unica opera dell’artista lombardo che comprenda un brano significativo di paesaggio, originariamente parte dell’arredo di uno dei Casini della villa al Gianicolo.

Fa da appendice alla mostra una serie di foto d’autore dell’artista contemporanea Lala Meredith-Vula. Intensi scatti in bianco e nero sul tema dei quattro elementi, pensati per essere accolti nella nuova residenza extraurbana della famiglia: il Rifugio Floridi Doria Pamphilj montano a Guarcino. Rivive così il sogno antico di fuggire dalla civiltà urbana moderna che, scomparsa la civiltà agricola, domina, oggi ancor di più, i paesaggi della società contemporanea.

Art Attack Adv, agenzia di comunicazione di Arti Doria Pamphilj, ha sviluppato per la mostra un’applicazione scaricabile dall’App Store di iTunes che rivoluziona il concetto di audioguida. Oltre ad accompagnare i visitatori durante il percorso espositivo, “Caravaggio e la fuga” è infatti una mini-guida con testi e immagini delle opere che i possessori di iPhone e iPod touch potranno portare via con sé come un souvenir virtuale di grande valore storico-artistico.

Maggiori informazioni su http://www.caravaggioelafuga.it

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Fiori. Natura e simbolo dal Seicento a Van Gogh

Cento grandi pittori e i fiori che non ti aspetti
24 gennaio 2010 - 20 giugno 2010 Musei San Domenico, Forlì

Considerata una delle più belle nature morte di tutti i tempi, la "Fiasca fiorita" di Forlì è un dipinto di cui non è stato ancora risolto il mistero. Non conosciamo il suo autore. I diversi nomi suggeriti (ad esempio Cagnacci) collocano il suo autore in un ambito artistico che ha come referente Caravaggio. Probabilmente il quesito è destinato a rimanere irrisolto. Una cosa però è certa: si tratta di un quadro eseguito non da uno specialista di fiori, ma da un grande maestro appartenente alla categoria, allora considerata la più prestigiosa, quella dedita alla rappresentazione della figura umana, alla pittura sacra, a quella di storia e al ritratto.

Attorno e a partire da questo capolavoro, nelle sale del Museo San Domenico di Forlì, si sviluppa una grande mostra che ripropone, da un punto di vista e con un approccio metodologico del tutto nuovi, la storia della pittura di fiori, tra il naturalismo caravaggesco e l'affermazione della modernità con Van Gogh e il simbolismo, giungendo fino alle soglie del Novecento, prima della comparsa delle avanguardie storiche.

I capolavori di Van Dyck, Brueghel, Cagnacci, Strozzi, Dolci, Cignani e di altri grandi pittori di storia che hanno eccezionalmente dipinto quadri di fiori, aiuteranno se non a risolvere, ad avvicinarsi al mistero, che è poi racchiuso nel segreto della sua straordinaria bellezza, della "Fiasca fiorita" di Forlì. All'apice del Barocco, la fortuna del genere porterà alla nascita di una vera e propria specializzazione e alla frequente collaborazione tra pittori di figura e pittori di fiori.

I 100 capolavori esposti dimostrano come i quadri di fiori o i quadri di figura dove l'elemento floreale assume un rilievo simbolico e formale eguale se non superiore abbiano raggiunto un'intensità e un'originalità estetiche assai superiori alla convenzionalità che caratterizza la pittura dei cosiddetti "Fioranti". Rispetto al Settecento, quando il tema sembra diventare prevalentemente decorativo, l'Ottocento conosce una straordinaria ripresa. Mentre gli specialisti riducono la pittura di fiori a una produzione esclusiva e di grande qualità, ma inevitabilmente commerciale, sono proprio i protagonisti dei grandi movimenti della pittura moderna, dal Romanticismo al Realismo, dall'Impressionismo al Simbolismo, a reinventare il genere dandogli un nuovo significato.

Hayez, Delacroix e Courbet, Fantin-Latour, Leighton, Moore, Alma Tadema, Gauguin e Monet, De Nittis, Boldini e Zandomeneghi, Böcklin, Van Gogh e Previati saranno rappresentati con quadri di fiori o di figure caratterizzati spesso proprio dalla ripresa di motivi seicenteschi, ma ispirati soprattutto dalla volontà, tutta moderna, di scardinare la gerarchia dei generi. Ai valori del contenuto si sostituiscono quelli della forma, unendo a nuove valenze simboliche (come accade anche in letteratura, se solo pensiamo ai Fleurs du Mal di Baudelaire) la magia della pura visione dell'occhio dell'artista che registra le impressioni della natura e crea una nuova realtà superiore, quella dell'arte.

Come la grande mostra canoviana del 2009, che ha riscoperto i fondamentali rapporti tra Canova e Forlì, anche questa volta la prima parte della rassegna intende approfondire gli interessi naturalistici nella società e nella cultura forlivese, mostrando il prestigio raggiunto a livello mondiale dal botanico Cesare Majoli (1746 - 1823). Le sue tavole illustrate di fiori saranno messe a confronto con i dipinti di alcuni dei maggiori "Fioranti" tra Seicento e Ottocento.

Il catalogo è edito da Silvana Editoriale

Maggiori informazioni sulla pagina Facebook della mostra FIORI

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Graphic Roots of Revolution

“Tutta l’arte è politica, ma non tutta l’arte è un manifesto politico”.

L’uso della grafica per scopi apertamente politici – nei cartoni, nei graffiti, nella poster art - è una pratica che si ritrova in tutte le culture. Usata per comunicare adesione ideale e conflitto, strumento di espressione di movimenti politici e culture underground, negli ultimi anni la grafica politica ha generato un acceso dibattito tra esperti e appassionati. Manifestazione di ribellismo o pratica identitaria, la grafica politica vive soprattutto nelle strade come reazione spontanea al progressivo ridursi dello spazio pubblico e alla voglia di esprimersi di giovani ribelli, artisti consapevoli oppure no, influenzati e sedotti dall’arte del remix che diede origine all’hip-hop. Nonostante leggi severe e repressione la street art politica è per artisti e attivisti un modo per superare barriere geografiche, etniche, comunicative, e arrivare al cuore della gente.

 

In omaggio a questa forma di comunicazione The House of Love&Dissent, insieme ad Art Attack Adv ed alla Free Hardware Foundation, mette in mostra alcune delle opere degli artisti che hanno fatto la storia recente della political graphics. Le opere di Shepard Fairey, John Carr, Favianna Rodriguez, Winston Smith, Emory Douglas e altri, saranno in mostra presso i locali di via Leonina 85 dall’11 dicembre fino al 20 gennaio 2010.

La conferenza stampa di presentazione della mostra si terrà giovedì 10 dicembre a via Leonina 85 (Rione Monti), a Roma, alla presenza degli artisti e dei curatori.

“I poster di protesta ostentano la loro politica per generare controversia. Che siano rozzi e aggressivi o ripuliti e sofisticati, i poster politici sono la grafica del dissenso dalle ingiustizie esistenti”. Prodotti in serie, con qualsiasi supporto disponibile – mezzi di fortuna, litografie,stencil, pezzi di legno, fotocopie, o laser – solo poche copie sopravvivono. Affissi al muro furtivamente da collettivi o da singoli individui, oppure attentamente confezionati da famosi artisti in studi ben attrezzati, i poster di protesta comunicano immediatamente e direttamente alle persone, semplici o colte che siano.

Su queste note, Carol Wells direttrice del Centro per la Grafica Politica di Los Angeles, John Carr, curatore della mostra internazionale pacifista Yo What Happened to Peace, Favianna Rodriguez artista e attivista californiana, Winston Smith decano delle controculture artistiche americane, terrano un Artist’talk all’interno di The House of Love&Dissent , sabato 12 dicembre alle ore 18
"Come tutta l’arte, i poster politici stimolano emozioni e riflessioni. Possono trasmettere compassione e partecipazione, scatenare indignazione, strappare una risata e provocare azione. Attraverso la trasmissione e la promozione di ideali, speranze, e sogni di milioni di persone che hanno deciso di alzare la propria voce nella protesta, i poster politici potenziano e sostengono le idee di cambiamento sociale".

Press conference: giovedì 10 dicembre ore 12 - via Leonina 85
Opening: venerdì 11 dicembre ore 18 - via Leonina 85
Artist’talk: sabato 12 dicembre ore 18 - via Leonina 85

Maggiori informazioni su http://www.artattackadv.com/grr

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Interferenze, Arte e Ospedale: spazi tra azioni e reazioni

Firenze chiama il mondo: le esperienze del Meyer di Firenze, Marsiglia e Manchester
Convegno internazionale
Sabato 28 novembre 9-18
Presso Ospedale Pediatrico Meyer, viale Pieraccini 24 Firenze

Meyer ArtSabato 28 novembre presso l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, dalle 9 alle 18, si svolgerà il convegno internazionale “Interferenze, Arte e Ospedale”. Interferenze perché l’arte negli ospedali interrompe e stimola la frequenza psicologica o sociale di chi vive un luogo da sempre fonte di ansia e paure, l’ospedale per bambini. Così il Meyer di Firenze vive l’arte che ha dentro di sé, integrata nel nuovo complesso di Villa Ognissanti. Opere che colorano e frammentano gli spazi e i tempi della cura, come i reparti, le sale di attesa degli ambulatori, i corridoi; infiltrandosi nel giardino, nei vani delle scale, riempiendo il vuoto degli ampi lucernai, offrendosi come stimolo alle relazioni tra gli operatori, i piccoli pazienti e le loro famiglie. L’esperienza dell’Ospedale fiorentino non vuole essere arte terapia e nemmeno uno scenario disneyano, ma semmai un’arte che “stimola reazioni e relazioni fra coloro che la condividono”.

Tra i relatori del Convegno Internazionale organizzato dalla Regione Toscana (Assessorato alla Cultura, Assessorato per il Diritto alla Salute) e dalla Fondazione Meyer, il semiologo Omar Calabrese, Peter Scher, Arts of Health della Facoltà Arte e Design dell’Università di Manchester. Verranno presentate le migliori esperienze internazionali come il progetto per l’Ospedale di Marsiglia di Michelangelo Pistoletto, ideatore di Cittàdellarte, che sarà presente con un contributo. Il convegno che si aprirà con i saluti di Tommaso Langiano, Presidente della Fondazione Meyer, vuole costruire un percorso affinché il “laboratorio Arte al Meyer” e quanto realizzato altrove possano diventare replicabili in altri Ospedali. Un’arte che al Meyer non è semplice ornamento ma diviene interazione con il bambino, anche nei tanti laboratori attivi nella Ludoteca.

Proprio per delineare le progettualità con l’intento dichiarato di renderle ampliabili ad altri contesti ospedalieri, Interferenze si dividerà in due: al mattino si parlerà de “I luoghi del sé” per riflettere su ciò che è stato fatto. Una sessione tutta dedicata alle esperienze artistiche già attivate in realtà sia nazionali che europee, secondo una visione olistica dell’Ospedale, che dovrebbe riflettere una molteplicità di visioni e percezioni, contenere e richiamare tutti gli elementi della vita che dal quotidiano vanno al fantastico e all’immaginario. Interverrà l’Assessore alla Cultura della Regione Toscana Paolo Cocchi. Al pomeriggio sarà la volta de “Le pratiche del fare” per definire le possibili strategie di sviluppo e di consolidamento. Si terrà infatti una tavola rotonda, destinata ad analizzare gli strumenti e le leve da adottare per attivare esperienze di arte in ospedale, in occasione del progetto proposto dalla Regione Toscana sulla costruzione di quattro nuovi ospedali, per i quali parallelamente alla loro progettazione sarà attivato anche un percorso di umanizzazione e di accoglienza degli ambienti.

Al termine dell’appuntamento convegnistico, alle ore 18 verranno presentati dieci pannelli ispirati al primo libro di Pinocchio di Fabio De Poli, realizzati dai bambini dell’Asilo Nido Noè di Firenze.

Come partecipare. L’iscrizione è obbligatoria sul sito www.meyer.it/interferenze e va fatta entro il 18 novembre. In occasione del convegno la Fondazione Meyer offre il caffè di benvenuto alle ore 9 e in chiusura.

L’esperienza del Meyer. L’Ospedale pediatrico di Firenze nell’ambito di Meyer Art, progetto voluto e sostenuto dalla Fondazione Meyer, ospita le opere di artisti quali Esther Albardanè, Altan, Dario Bartolini, Carlo Cantini, Sara Carlini, Fabio De Poli, Francesco Fagnani, Gianni Fanello, Sophie Fatus, Paolo Favi, Simone Frasca, Paolo Guidotti, Janet Mullarney, Daniele Nannini, Giovanni Pecchioli, Peppe Perone, Andrea Rauch (Direttore Artistico), Guido Scarabattolo e Sergio Traquandi.
Interferenze Arte e Ospedale, 28 novembre 2009, ore 9-18, aula Magna Ospedale Meyer
Viale Pieraccini 24 - Firenze
www.fondazione.meyer.it
www.regione.toscana.it


Ufficio Stampa: Roberta Rezoalli, Ospedale Pediatrico Meyer
Fondazione Meyer, viale Pieraccini 24 - 50139 - Firenze
Tel. + 39 055 566 2302
Cel. + 39 335 6860677
www.meyer.it

PR e comunicazione: Vito Abba, Studio Abba, info@studioabba.com tel. 055292082
http://www.meyerart.org/

Marina Gavazzi presenta le immagini della Birmania a Firenze al Caffè Giubbe Rosse.

Uno sguardo intimo sulla Birmania attraverso l’obiettivo di Marina Gavazzi a Firenze alle Giubbe Rosse dal 1° al 18 Dicembre 2009.

Marina Gavazzi - Monaco TristeIn questa mostra sono raccolte alcune istantanee della fotografa Marina Gavazzi (www.marinagavazzi.com), dedicate alla variegata realtà della Birmania. I suoi ricordi divengono il commento più pertinente e pregnante a quel ‘viaggio’ di immagini che ci conduce a scoprire o riscoprire una realtà a noi lontana, troppo spesso banalizzata nel luogo comune della pubblicità turistica, per farla propria e patrimonio dell’anima.
Oggetto della mostra fiorentina è una serie di foto risalenti al 2006, che ritraggono, come si è detto, suggestivi aspetti della Birmania, dal 1989 Myanmar, attualmente, come tristemente si sa, sotto il rigido regime militare di Than Shwe.

Un percorso fotografico che ci parla e ci racconta di un Popolo pacifico e colto, ricco di una molteplicità di etnie, di una terra rutilante di colori, ricolma di storia e contraddistinta da immensi paesaggi, da volti di bambini e vecchi, dalle semplici cose del quotidiano, dalla sacralità di gesti senza tempo di monaci e monache.
Una lettura della Birmania, quella che ci dà la Gavazzi, che tiene presente, insieme, la profondità e la razionalità della storia e l’estemporanea irrazionalità delle sensazioni, la durezza del vivere gramo e l’ascetica ed imperturbabile religiosità alla ricerca di una Luce assoluta. Fotografie che ci restituiscono uno scenario diverso e non scontato rispetto a quello proposto dai mass media, attraverso momenti semplici e coinvolgenti, avvolti di un’ineffabile sacralità anche nell’atto più comunemente quotidiano.
Le sue fotografie vogliono essere, comunque e sempre, impressioni interiori che arrivano al cuore delle emozioni. La Gavazzi immortala l’istante irripetibile così come mai più si verificherà. I suoi paesaggi ed i particolari rimandano ad equilibri interiori ed universali, dove tutto parla della vastità del Cosmo e dell’uomo. Un viaggio interiore attraverso realtà e paesi lontani per giungere ad un’autocoscienza etica e sociale.
Lo scatto – profondamente meditato e mai ‘casuale’, sebbene colto nella sua casualità – ci restituisce un ‘frammento’ di realtà così come lei vuole che sia da noi veduta, trasmettendoci la stessa emozione sua in quell’istante. I colori fanno emergere monumenti vetusti, oggetti di culto, riflessi e persone; controluce sapienti, colori saturi o diafani, pieni sempre di pathos, natura rutilante di luci e di cromie esotiche. Al di là dei paesaggi, però, sono soprattutto i suoi rammentati ritratti ad affascinare e coinvolgere, ritratti dove sempre emergono i connotati psicologici non solo dei singoli individui, ma dell’intera collettività, di tutto un popolo.
Giampaolo Trotta

Il caffé “Giubbe Rosse” venne fondato nel 1897 dai fratelli Reininghaus, che ne avevano fatto il punto di riferimento della numerosa comunità tedesca fiorentina. Secondo la moda del tempo i proprietari vestivano i camerieri con ‘giubbe’ rosse, all’uso viennese e da questo derivò il suo nome. Dal 1913 il locale divenne la sede fissa dei futuristi fiorentini, luogo di incontro per letterati e per artisti italiani e stranieri. Ancora oggi il caffé letterario è interamente coperto da foto, disegni e memorie dei suoi celebri frequentatori. In tale contesto trova collocazione la mostra della fotografa milanese Marina Gavazzi.

Marina Gavazzi
Birmania. Volti e colori di un Popolo
FIRENZE, Caffé Storico Letterario Giubbe Rosse
1 - 18 dicembre 2009
Tutti i giorni

Inaugurazione:
martedì 1 dicembre 2009, ore 17.30

Informazioni:
Giubbe Rosse, Firenze
Tel.: 055 212280
www.giubberosse.it

Marina Gavazzi
marina@marinagavazzi.com
www.marinagavazzi.com

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Ritratti Pop Art a ruba

Alcuni giorni fa è apparsa la notizia di un furto subito dal miliardario Richard Weisman di ben 11 ritratti realizzati da Andy Warhol. Si tratta di una grossa perdita se si pensa che in una mostra di Warhol che si è appena conclusa alla Green Sacks Gallery di Santa Monica le singole opere sono state valutate un milione di dollari l’una.
Ma non bisogna certo essere milionari per avere il proprio quadro stile pop art, ti basta infatti collegarti al sito crearti.eu, inviare la tua foto e riceverai direttamente a casa tua una fantastica tela con la tua immagine.
Un complemento d’arredo unico, perché sei tu il protagonista del quadro. Oppure si tratta di un articolo da regalo speciale per ogni occasione.

Per maggiori informazioni, visita: http://www.crearti.eu/

Vacanze 2010 tra Marche e Umbria.

Vacanze 2010 tra Marche e Umbria.

Se pensate alle vacanze del 2010, Vi consiglio le Marche Settentrionali, ai confini con l’Umbria. In una trentina di minuti, imboccando la superstrada a Fano, si passa dalla bella spiaggia Adriatica agli Appennini, i più belli delle Marche Settentrionali. Lungo la superstrada incontriamo Cagli, un paese di 9.000 abitanti; il suo centro storico è ricco di Chiese Monumentali e Palazzi storici, al loro interno vi sono racchiuse preziosissime opere d’arte. Attorno Cagli, molti altri paesini di pari importanza storica aspettano di essere visitati; se ci allontaniamo ancora un po’ troviamo Urbino, città d’arte e cultura, patria di Raffaello e Federico da Montefeltro; Gubbio, con i suoi palazzi medioevali come il palazzo dei Consoli ed il palazzo dei Canonici; il noto Monastero di Fonte Avellana, decantato da Dante Alighieri al ventunesimo canto del Paradiso. Le Grotte di Frasassi, nota in Europa e oltre Oceano. Gli amanti della natura invece possono trascorrere il loro periodo di vacanza nella catena appenninica delle Marche Settentrionali. Il monte Nerone, ideale per il turismo invernale, si arriva in auto vicino alle piste da sci; Il monte Petrano, immenso pianoro a circa 1200 metri di quota, ideale per lunghe passeggiate sui prati, il gruppo montuoso del Catria che con il monte Acuto e monte Tenetra è il più ricco per diversità di ambienti e innumerevoli sentieri che attraversano boschi e prati. A chi piace tutto questo, se cerca una struttura ricettiva in posizione panoramica che gli permetta una vacanza silenziosa e riservata immersa nel verde, ha la possibilità di prenotare un appartamento indipendente a costo contenuto.